Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età

Si sono ottenuti progressi significativi nel miglioramento dell’aspettativa di vita e nella diminuzione di alcune fra le malattie comuni associate alla mortalità infantile e materna. Tra il 2000 ed il 2016, il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni è calato del 47% (da 78 a 41 decessi ogni 1000 nati vivi). Ciò nonostante, il numero di bambini che muoiono al di sotto dei cinque anni è estremamente alto: solo nel 2016 ne sono morti 5,6 milioni. I neonati costituiscono in numero crescente questi decessi e i bambini più poveri sono esposti ad un rischio maggiore di mortalità sotto i cinque anni per svariati motivi. Il terzo obiettivo del programma per lo sviluppo sostenibile è finalizzato a ridurre la mortalità sotto i cinque anni ad almeno 25 bambini per ogni 1000 nati vivi. Ma se l’attuale stile di vita continuerà a sussistere, più di 60 paesi falliranno nello scopo dello sviluppo sostenibile per il 2030 riguardante la mortalità neonatale. Circa la metà di questi paesi non raggiungerebbe il traguardo nemmeno per il 2050.

Il terzo obiettivo mira anche a ridurre la mortalità materna a meno di 70 decessi ogni 100.000 nati vivi. Sebbene il tasso di mortalità materna sia diminuito del 37% tra il 2000 ed il 2015, solo in quest’ultimo anno ci sono stati all’incirca 303.000 decessi materni a livello mondiale, con la maggior parte delle cause prevenibili. Nel 2015, le condizioni di salute materna sono state anche il motivo principale di morte fra le ragazze fra i 15 ed i 19 anni. I dati relativi alle giovani della fascia di età più preoccupante, quella fra i 10 e i 14 anni, non sono disponibili. Le strategie chiave per realizzare il terzo progetto dello sviluppo sostenibile saranno quelle di evitare la gravidanza adolescenziale (la quale è fortemente legata all’uguaglianza di genere), fornire maggiori informazioni per tutte le donne e ragazze, ed ottenere la copertura universale da parte di personale ostetrico competente.

Analogamente sono stati compiuti dei progressi nel favorire l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari e nel contenere la malaria, la tubercolosi, la polio e la diffusione dell’HIV/AIDS. Nel periodo 2000-2016, le nuove infezioni da HIV sono diminuite del 66% nei bambini sotto ai 15 anni, e del 45% negli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Ad ogni modo, i trend attuali indicano che ¼ degli stati non perseguirà ancora gli OSS per porre fine all’AIDS nei bambini sotto i 5 anni, e i ¾ degli stati non perseguirà ancora gli OSS per porre fine all’AIDS negli adolescenti. Inoltre, solo metà delle donne nei paesi in via di sviluppo ha ricevuto l’assistenza sanitaria di cui necessita, e il bisogno di una limitazione demografica cresce esponenzialmente con l’aumento della popolazione.

Mentre i bisogni vengono gradualmente affrontati, più di 225 milioni di donne necessitano ancora di contraccezione. Due obiettivi dell’ONU menzionano il diritto all’accesso a servizi per la salute sessuale e riproduttiva (“sexual and reproductive health services”), che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, organizzazione medica afferente all’ONU, più nello specifico interpreta come il “diritto delle persone ad una vita sessuale responsabile, soddisfacente e sicura, che le persone abbiano la capacità di avere figli e di decidere se, quando e quanto spesso fare ciò”. Sebbene non siano esplicitamente menzionati aborto e contraccezione, tale definizione viene letta come il richiamo alla legittimazione e incentivazione di tali pratiche.

L’obiettivo 3 mira a raggiungere una copertura sanitaria universale che includa anche l’accesso ai medicinali di base e ai vaccini. Entro il 2030, l’obiettivo 3 propone di porre fine ai decessi prevenibili di neonati e bambini sotto i 5 anni e di porre fine a epidemie come per esempio AIDS, tubercolosi, malaria e malattie trasmesse attraverso l’acqua. Le percentuali del 2016 riguardanti la terza dose del vaccino contro la pertosse (DTP3) e la prima dose del vaccino contro il morbillo (MCV1) hanno raggiunto rispettivamente l’86% e l’85%: ancora circa 20 milioni di bambini non sono stati sottoposti al DTP3 e circa 21 milioni di bambini non sono stati sottoposti al MCV1. Circa 2 paesi su 5 dovranno necessariamente accelerare il progresso al fine di raggiungere gli OSS per l’immunizzazione.

L’attenzione alla salute e al benessere prevede anche gli obiettivi legati alla prevenzione e al trattamento dell’abuso di sostanze stupefacenti, decessi e danni causati da incidenti stradali e prodotti chimici pericolosi, nonché inquinamento e la contaminazione dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Mario Lizza, medico igienista e presidente della SISPeD – Sezione Abruzzo, interviene sull’argomento per parlare dell’importanza della prevenzione primaria ambientale e della prevenzione secondaria sanitaria. [Fonte: Wikipedia]

COSA FA FONDAZIONE CUMSE PER LA SALUTE ED IL BENESSERE

IN ITALIA

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La possibilità di SOSTENERE una persona (o un piccolo nucleo familiare) per un periodo di tempo medio-breve (un anno) che riceve un versamento mensile ad hoc (come nel caso di una adozione a distanza) fino alla conclusione del periodo di emergenza.

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Il Bando “Time to care” è rivolto ai giovani tra i diciotto e i trentacinque anni che vogliono impegnarsi, per un periodo di sei mesi, in attività di supporto e assistenza agli anziani, nell’ambito di azioni progettuali proposte dagli enti del Terzo settore sul territorio nazionale.

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Un gruppo di volontari si avvicinano a questa realtà di emarginazione senza preoccuparsi di apparire, senza nulla da chiedere o pretendere e dispone l’animo a “offrire” qualcosa di gradito sapendo pure che l’aiuto potrebbe non essere accolto anzi pure respinto.

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Il compito principale dell’iniziativa è generare l’offerta di beni di consumo per le famiglie in stato di disagio o povertà accertata, offrendo ai più piccoli, bambini e neonati, doni in forma di prodotti di prima necessità per l’igiene e la salute dei minori.

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ll progetto è finalizzato alla riduzione dello spreco alimentare e al recupero dalla Grande Distribuzione Organizzata dei prodotti alimentari invenduti, per contribuire al sostegno delle persone che, hanno bisogno di assistenza e si rivolgono ai Centri Caritas.

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Iniziativa di solidarietà sociale a favore delle fasce più marginalizzate della popolazione: anziani, soggetti soli, malati; dalla necessità nasce il volontariato. Si occupa principalmente dell’accompagnamento di persone al luogo di loro necessità.

IN AFRICA