Porre fine alla fame, garantire la sicurezza alimentare migliorare nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile.

Le finalità dell’obiettivo n.2 dichiarano che entro il 2030 dovremmo essere in grado di porre fine alla fame ed a tutte le forme di malnutrizione. Ciò si otterrebbe duplicando la produttività agricola e le entrate dei piccoli produttori (in particolare donne e popolazioni indigene), garantendo sistemi di produzione alimentare sostenibili e migliorando progressivamente la qualità dei terreni e del suolo. L’agricoltura rappresenta il più grande datore di lavoro nel mondo, fornendo i mezzi di sussistenza al 40% della popolazione globale. È la più grande fonte di reddito per le povere famiglie rurali. Circa il 43% della forza lavoro agricola nei paesi in via di sviluppo è costituito da donne e oltre il 50% in parti dell’Asia e Africa. Tuttavia, le donne possiedono solo il 20% dei terreni.

Altri obiettivi si occupano di salvaguardare la diversità genetica delle sementi, incrementare l’accesso alla terra, prevenire le restrizioni commerciali e le distorsioni nei mercati agricoli mondiali al fine di limitare l’estrema variabilità dei prezzi alimentari, eliminare gli sprechi con l’aiuto della coalizione internazionale per la lotta agli sprechi alimentari (International Food Waste Coalition), ed abbattere la malnutrizione e la denutrizione dei bambini.

A livello mondiale, una persona su nove è denutrita, e vive maggiormente nei paesi in via di sviluppo. La denutrizione provoca il grave deperimento di 52 milioni di bambini nel mondo, e contribuisce a circa la metà (45%) dei decessi nei bambini sotto i cinque anni – 3,1 milioni di bambini all’anno. La malnutrizione cronica, la quale compromette all’incirca 155 milioni di bambini in tutto il mondo, limita anche la loro crescita cerebrale e fisica, esponendoli ad ulteriori rischi di morte, malattie in età adulta. A partire dal 2017, solo 26 dei 202 paesi membri delle Nazioni Unite sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile con lo scopo di eliminare la denutrizione e malnutrizione, mentre il 20% non ha fatto alcun passo avanti e quasi il 70% non ha dati a sufficienza per determinare i propri progressi.

Un rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Politica Alimentare (IFPRI) del 2013 ha dichiarato che l’enfasi dei progetti per lo sviluppo sostenibile non dovrebbe riguardare la fine della povertà entro il 2030, ma dovrebbe puntare all’eliminazione della fame e la malnutrizione entro il 2025. Tale asserzione si basa su un’analisi delle esperienza in Cina, Vietnam, Brasile e Thailandia. Sono tre i percorsi riconosciuti per raggiungere questo obiettivo: 1) guida all’agricoltura; 2) guida alla protezione sociale e all’intervento nutrizionale; 3) una combinazione di entrambi questi approcci.

Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente della Caritas Italiana analizza il secondo punto dell’obiettivo in una lunga video intervista

Francesco Barone, portavoce del dottore e attivista congolese Denis Mukwege, premio Nobel per la pace nel 2018, e missionario che lotta contro la povertà approfondisce il tema in un progetto volto a sensibilizzare sull’Agenda 2030. [Fonte: Wikipedia]

COSA FA FONDAZIONE CUMSE PER SCONFIGGERE LA FAME

IN ITALIA

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La possibilità di SOSTENERE una persona (o un piccolo nucleo familiare) per un periodo di tempo medio-breve (un anno) che riceve un versamento mensile ad hoc (come nel caso di una adozione a distanza) fino alla conclusione del periodo di emergenza.

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ll progetto è finalizzato alla riduzione dello spreco alimentare e al recupero dalla Grande Distribuzione Organizzata dei prodotti alimentari invenduti, per contribuire al sostegno delle persone che, hanno bisogno di assistenza e si rivolgono ai Centri Caritas.

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Un gruppo di volontari si avvicinano a questa realtà di emarginazione senza preoccuparsi di apparire, senza nulla da chiedere o pretendere e dispone l’animo a “offrire” qualcosa di gradito sapendo pure che l’aiuto potrebbe non essere accolto anzi pure respinto.

IN AFRICA