Raggiungere la parità di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

L’Onu afferma che “la parità di genere non è solamente un diritto umano fondamentale, ma una condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace”. Garantire a donne e ragazze un accesso paritario all’educazione, alla sanità, a un lavoro dignitoso, così come ad una rappresentanza nei processi decisionali politici ed economici, darà nuova linfa vitale all’economia sostenibile, apportando benefici su larga scala alla società e all’umanità. Ben 143 nazioni hanno inserito il diritto di uguaglianza tra uomo e donna nelle loro Costituzioni già a partire dal 2014. Tuttavia, altre 52 sono rimaste silenti, a dimostrazione che ancora in troppe nazioni vige la disuguaglianza a livello sociale e normativo. Nonostante quello della parità di genere sia un obiettivo a sé stante, molti altri obiettivi dell’Agenda 2030 potranno essere realizzati solo quando le necessità della donna saranno considerate alla pari di quelle dell’uomo. Tra le questioni urgenti da affrontare riguardanti unicamente la sfera femminile ci sono le pratiche tradizionali che ne ledono la sfera privata, quali le mutilazioni genitali femminili.

La percentuale di matrimoni precoci ha registrato un calo negli ultimi decenni. Nonostante ciò, non c’è ancora un solo Paese che sia sul punto di eliminare completamente questa pratica e raggiungere i target prefissati dall’obiettivo n.5 entro il 2030. Se le tendenze attuali rimarranno immutate, tra il 2017 e il 2030 150 milioni di ragazze si sposeranno prima di compiere i 18 anni di età. Nonostante la pratica delle spose bambine sia 4 volte più diffusa tra le classi sociali meno abbienti rispetto a quelle benestanti, è necessario che le nazioni accelerino i progressi in tutti i gruppi sociali, in modo tale da eliminare il fenomeno delle spose bambine entro il 2030.

Il raggiungimento della parità di genere richiederà delle normative vincolanti che promuovano l’emancipazione femminile e l’inoppugnabile necessità di un’educazione secondaria per tutte le ragazze. I traguardi di questo obiettivo mirano alla scomparsa della discriminazione di genere e all’emancipazione delle donne anche attraverso la tecnologia. Molti sostengono anche l’importanza dell’ “ascoltare le donne”, in quanto un cambiamento radicale può essere ottenuto solo con la loro partecipazione attiva. Sono le loro priorità a dover determinare le priorità di questo obiettivo. Le donne dovrebbero essere viste non come beneficiarie del cambiamento, bensì come agenti attivi dello stesso. Coinvolgerle nella costruzione di un mondo sostenibile e paritario è cruciale.

Il World Pensions Council (WPC) ha sottolineato il ruolo trasformazionale che le quote rosa all’interno dei consigli di amministrazione possono ricoprire in questo campo, designando il 2018 come un anno cruciale, in quanto “Mai prima d’ora le società fiduciarie dei fondi pensionistici si erano mostrate tanto disponibili a contribuire economicamente agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, in particolar modo per raggiungere parità di genere e rendere possibile l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze”.[Fonte: Wikipedia]

COSA FONDAZIONE CUMSE FA PER LA PARITA’ DI GENERE

IN ITALIA

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La possibilità di SOSTENERE una persona (o un piccolo nucleo familiare) per un periodo di tempo medio-breve (un anno) che riceve un versamento mensile ad hoc (come nel caso di una adozione a distanza) fino alla conclusione del periodo di emergenza.

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Il Bando “Time to care” è rivolto ai giovani tra i diciotto e i trentacinque anni che vogliono impegnarsi, per un periodo di sei mesi, in attività di supporto e assistenza agli anziani, nell’ambito di azioni progettuali proposte dagli enti del Terzo settore sul territorio nazionale.

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Un gruppo di volontari si avvicinano a questa realtà di emarginazione senza preoccuparsi di apparire, senza nulla da chiedere o pretendere e dispone l’animo a “offrire” qualcosa di gradito sapendo pure che l’aiuto potrebbe non essere accolto anzi pure respinto.

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Il compito principale dell’iniziativa è generare l’offerta di beni di consumo per le famiglie in stato di disagio o povertà accertata, offrendo ai più piccoli, bambini e neonati, doni in forma di prodotti di prima necessità per l’igiene e la salute dei minori.

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ll progetto è finalizzato alla riduzione dello spreco alimentare e al recupero dalla Grande Distribuzione Organizzata dei prodotti alimentari invenduti, per contribuire al sostegno delle persone che, hanno bisogno di assistenza e si rivolgono ai Centri Caritas.

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Iniziativa di solidarietà sociale a favore delle fasce più marginalizzate della popolazione: anziani, soggetti soli, malati; dalla necessità nasce il volontariato. Si occupa principalmente dell’accompagnamento di persone al luogo di loro necessità.

IN AFRICA