{"id":4298,"date":"2021-02-12T15:45:38","date_gmt":"2021-02-12T14:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/cumse.org\/?p=4298"},"modified":"2021-06-30T16:35:54","modified_gmt":"2021-06-30T15:35:54","slug":"viaggi-dis-organizzati-scu-in-camerun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cumse.org\/fr\/viaggi-dis-organizzati-scu-in-camerun\/","title":{"rendered":"12 febbraio &#8211; Viaggi dis-organizzati"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una notte agitata dal fermento del viaggio, alle 7.15 penso bene di darmi una sistemata. <strong>Ho ancora qualcosa da mettere in valigia prima di dirmi pronto a partire.<\/strong><\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 acqua, lavarsi la faccia \u00e8 difficilino. Mi piego su me stesso in direzione del secchio, allungo le mani, le affondo nel liquido gelido e allungo il capo quasi a tuffarmi di testa nel recipiente. Un paio di strapazzate aiutano. Nascondo il grugno nell&#8217;asciugamano. Ho una fame da lupi. Ho proprio i crampi per l&#8217;appetito, non solo al ventre, ma anche al polpaccio sinistro. Devono essere in qualche modo collegati.<\/p>\n<p>Mi dirigo in cucina. Palleggio il peso del corpo sui piedi scalzi. Faccio perno sul tallone destro, allungo il braccio, sposto la massa sula punta del sinistro, mi sporgo in avanti in direzione del caff\u00e8 sullo scaffale, ancora un mezzo centimetro all&#8217;indietro, piede sinistro avanti di una piastrella e mezzo, estensione delle braccia, svitamento della caffettiera.<\/p>\n<p>Mi serve dell&#8217;acqua potabile. Interrompo la mia mattonella tribale, corro velocemente in sala, afferro la bottiglia sul tavolo e ricomincio a &#8220;ballare&#8221; in cucina. Gi\u00f9 verso il basso per aprire la valvola della bombola di gas, di nuovo in alto, come se dovessi schivare le frecce a sorpresa di un tempio maya, mezzo giro a 180*, presa del cucchiaino, ritornare in posizione frontale rispetto al banco da lavoro. Versare il caff\u00e8 nel minuto cratere, avvitare. Fiammiferi, apertura gas, fuoco, posa della moca sul fornello.<\/p>\n<p>In questo mio sballottamento, n\u00e8 l&#8217;idrogeno n\u00e8 l&#8217;ossigeno sono bastati a lavare dal mio viso i segni della notte. Nello stato di veglia incosciente la mia mente non \u00e8 soltanto occupata con la danza, un altro dilemma mi assilla.<br \/>\nSuor Nicole ha comprato per me una cassa d&#8217;acqua per il viaggio. Che fare?<\/p>\n<p>Pesa, dovrei trasportarla dalla casa alla macchina (5 minuti a piedi), sono pigro, non \u00e8 che avrei proprio voglia. In fondo per\u00f2 con quattro passi potrei caricarla in auto e non pensarci pi\u00f9. Che fatica, la lascio l\u00ec. Almeno una bottiglia la prendo.<br \/>\nSe mi porto dietro una bottiglia tanto vale viaggiare con tutta la cassa. In fin dei conti vado verso il deserto, l&#8217;acqua \u00e8 come l&#8217;oro. Va beh dai ho capito, la porto.<\/p>\n<p>Afferro il lembo di plastica della confezione e poso il tutto vicino all&#8217;ingresso, non vorrei mai dimenticarmela all&#8217;ultimo.<br \/>\nBizzarro come certe piccole decisioni possano influire e condizionare il corso degli eventi della vita. Poi capirete cosa intendo. Mi gusto finalmente un caff\u00e8 e attendo il buon Christian che, coerentemente con gli orari locali, si presenta alle 9.15. Avevamo appuntamento tra le 8 e le 9, puntualissimo. Si \u00e8 fermato da Giulia a chiacchierare nell&#8217;attesa che sfornasse le nostre pizze per il viaggio.<br \/>\n<strong>Finalmente si parte.<\/strong> David viene a salutarmi. Chi gli dar\u00e0 ossi e prelibatezze in mia assenza? Mi piange il cuore. Manass\u00e8 mi telefona. Ha visto il nostro pick up bianco dal giardino della scuola, voleva salutarmi. Mi sento in colpa avrei dovuto chiamarlo per un &#8220;arrivederci&#8221; come si deve. Non c&#8217;\u00e8 nulla da temere, torner\u00f2 presto.<br \/>\nPu\u00f2 stare tranquillo, a breve saremo di nuovo insieme.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 ci si allontana dalla citt\u00e0 pi\u00f9 le condizioni della strada peggiorano.<\/strong> Non \u00e8 questione di evitare i buchi, \u00e8 pi\u00f9 che altro questione di saper scegliere i buchi giusti. Non si pu\u00f2 fare altrimenti. Ogni botta \u00e8 un dolore per il cuore. Christian agita la mano destra in una traiettoria circolare ad ogni sbalzo. Io che penso:<em> &#8220;Ah, il semiasse!&#8221;<\/em>. Il pick up soffre ma resiste. Non avrei mai pensato di poterlo dire, ma qui, si sta peggio che a Roma!<br \/>\nDopo circa una mezz&#8217;oretta c&#8217;\u00e8 da fare il cambio dell&#8217;olio. Ennesima battuta stile Jerry Cal\u00e0 85&#8242; per dire che <em>&#8220;pisciar si deve&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong> <img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6795  alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?resize=236%2C314&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?resize=800%2C1067&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.01.jpeg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/>E&#8217; l&#8217;occasione giusta per gonfiare le gomme della nostra Ferrari e bere un caff\u00e8.<\/strong> Mi sorprende constatare come i bar delle stazioni di servizio siano uguali ovunque. Non ci sono le barrette di cioccolato milka in Africa (l&#8217;importazione potrebbe essere un business), ma come in ogni Autogrill che si rispetti non mancano i frigoriferi con le bibite e gli alcolici, i dolciumi, i biscotti e le cicche. Avrei voglia di patatine ma non posso pretendere di trovarle a 6.600 km da casa. Vada per i Digestive. Ebbene s\u00ec, avranno la scritta in arabo, saranno confezionati diversamente, ma la sostanza rimane.<\/p>\n<p>Mi presento alla cassa con il mio cappellino da pensionato sul capo. Vorrei questi e un bel caff\u00e8. Come lo voglio? Nero, amaro. Semplice. Scopro, mio rammarico, di non avere buon gusto in fatto di caff\u00e8 manco per il ca**o. Infatti la brodaglia in polvere del Nescaf\u00e8 \u00e8 a mio dire eccezionale. Si percepisce la tostatura dei grani, scende bene. Ma che sto a d\u00ec? Mi piace il caff\u00e8 solubile, posso affermare di non esser pi\u00f9 degno dell&#8217;appellativo di italiano d&#8217;ora in poi. Mordo il biscotto e sorseggio la bevanda calda, un senso di appagamento e soddisfazione ricoprono<br \/>\ni lineamenti del mio viso. Lentamente muto espressione.<\/p>\n<p>Ad ogni masticata le labbra scendono di qualche millimetro verso il basso, le palpebre cominciano a tremare,<br \/>\nil solco di una goccia di sudore cala dalla basetta mancina. Biscotti ricchi di fibre e caff\u00e8 della macchinetta&#8230; non \u00e8 che mi viene il cagotto per strada?<br \/>\nPanico. Non ho mai sofferto di certe cose ma questo, a casa mia, si chiama andarsele a cercare! Sfortunatamente sono sprovvisto di intimo in ghisa per fronteggiare certe emergenze. Il dado \u00e8 tratto, cos\u00ec Cesare soffr\u00ec nel passare il Rubicone.<br \/>\nE&#8217; il destino di noi grandi,\u00a0 farsela addosso \u00e8 parte dell&#8217;ascesa. Avanti tutta, si riparte.<\/p>\n<p>Di chilometro in chilometro la natura circostante mi affascina, il silenzio interrotto soltanto dal rumore del nostro mezzaccio mi rapisce. <em>&#8220;Christian certo che il mondo \u00e8 proprio diverso, io continuo a dire meraviglie di quella<\/em><br \/>\n<em>che per te \u00e8 soltanto la solita strada&#8230; il paesaggio qui \u00e8 cos\u00ec distante da quello di casa mia!&#8221;<\/em>. I neuroni mi si sciolgono. Voli pindarici decollano nei miei pensieri.<br \/>\n<strong>Il giorno in cui tutto questo sar\u00e0 normale ai miei occhi, avr\u00f2 ampliato le mie prospettive? <\/strong>Oppure avr\u00f2 diminuito il numero delle cose capaci di sorprendermi, sacrificando lungo il tragitto una parte della mia ingenua curiosit\u00e0?<strong> Viaggiare fa bene o disillude? Disilludersi \u00e8 un bene?<\/strong> Il mio prode compare smorza l&#8217;ansia che dal nulla aveva trovato il modo, come sempre, di governare il timone della mia mente. <em>&#8220;E&#8217; normale, quando verr\u00f2 in Italia anche io potr\u00f2 stupirmi delle vostre strade pulite e dei vostri <\/em><em>bei palazzi!&#8221;<\/em>.<em> &#8220;Oppure potrai restare deluso!&#8221;<\/em> incalzo. Quando il mio didietro poggia su 4 gomme io mi sento davvero arrivato.<\/p>\n<p>E&#8217; bizzarro ma \u00e8 come se la mia sede naturale, il posto tra tutti per me ideale a mettere radici, fosse un mezzo di trasporto.<strong> Quella magica sensazione di libert\u00e0 che solo muoverti pu\u00f2 dare \u00e8 per me una dipendenza fortissima. Il solo obbiettivo \u00e8 giungere a destinazione. <\/strong>Non ha impegni nel mezzo, non ci sono compiti da fare, lavori da sbrigare, email a cui rispondere, devi stare seduto e macinare strada, punto. Quest&#8217;obbligo ti alleggerisce da qualunque responsabilit\u00e0 esterna.<\/p>\n<p>Inoltre stai veramente realizzando qualcosa di utile. Ti stai muovendo per essere dove hai previsto di andare. Nell&#8217;inerzia, col motore che lavora come un dannato, immerso in un tempo morto utile a riflettere, pensare, sconvolgersi, parlare, sei dove devi essere. Stai facendo ci\u00f2 che ci si aspetta tu faccia.<br \/>\nPorti a casa un risultato, sei inattaccabile. Ti abbeveri di luci, colori, suoni, profumi e mondi in continuo dinamismo, perch\u00e9 devi farlo, non hai scelta, se vuoi giungere alla meta.<\/p>\n<p>Mi sacrificher\u00f2.<br \/>\nPi\u00f9 che verso nord a me sembra di procedere all&#8217;indietro nel tempo, gli alberi si diradano di metro in metro.<br \/>\nL&#8217;oro del fieno si fa sempre pi\u00f9 acceso, la terra sempre pi\u00f9 rossa, i villaggi di fango con i loro tradizionali tetti in paglia sbucano qua e l\u00e0 da ogni parte. <strong>Donne con grandi secchi d&#8217;acqua marciano affaticate sotto il sole in una posa colma di dignit\u00e0 e d&#8217;orgoglio<\/strong>. Ci sono i cellulari, c&#8217;\u00e8 l&#8217;asfalto e qualche segnale stradale, <strong>ma \u00e8 sopravvissuta la tradizione, difesa con le unghie e con i denti da un popolo che non si \u00e8 indebolito, non si \u00e8 fatto del tutto abbagliare dai simulacri dell&#8217;occidente.<\/strong><\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6796  alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=429%2C322&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?w=1600&amp;ssl=1 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=1200%2C900&amp;ssl=1 1200w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.04.jpeg?w=1280&amp;ssl=1 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/p>\n<p>Gente che ha difeso la propria storia senza mai dimenticare, vuoi per necessit\u00e0, vuoi per convenienza, vuoi per scelta, le proprie origini. Gli Africani non chiedono di essere americani o indiani o cinesi. Vorrebbero soltanto essere lasciati in<br \/>\npace. Incivile o meno viaggiare scalzi, cucinare a legna, dormire in terra, a loro non pesa. Va bene cos\u00ec e non vedo perch\u00e9 qualcuno dovrebbe dissentire.<\/p>\n<p>Dai blue jeans in poi noi italiani abbiamo cominciato a svendere la nostra cultura barattandola con stelle e strisce. Chiamiamola mancanza di personalit\u00e0.<br \/>\nSarebbe il caso di imparare qualcosina da chi ancora oggi ha la forza di scendere in campo e battersi per i propri diritti. Sotto alla polvere dell&#8217;Harmattan, dentro alle acquee dei fiumi, nei ruggiti dei leoni, dentro ai colpi di pistola o nel pianto dei bambini, in Africa si celano ancora forza e speranza.<\/p>\n<p>Christian accosta. Una volta la macchina gli si \u00e8 fermata proprio nei paraggi. Un meccanico lo ha aiutato a riparare il mezzo. Ha lasciato l&#8217;auto un mese qui prima di trovare il pezzo e riportare sull&#8217;asfalto il nostro macinino. Vuole fare un saluto al capo officina.<br \/>\nIn quella occasione non solo offrirono soccorso trainando il pick up dalla strada alla rimessa, ma offrirono al mio caro energumeno anche un posto per dormire.<br \/>\nIl padre del meccanico in questione siede all&#8217;ombra di un albero di mango. Sgranchiamo le gambe, spariamo un paio di battute a raffica e rimontiamo in sella al nostro destriero gommato.<\/p>\n<p>Qualche ora pi\u00f9 tardi \u00e8 la volta della pausa pizza. Sta volta all&#8217;ombra del mango ci piazziamo noi. Un paio di fette a testa, qualche gallone d&#8217;acqua gi\u00f9 per il gargarozzo e via ancora verso nord. <em>&#8220;Se sei stanco guido io eh!&#8221;<\/em>. La mano destra del mio amico si chiude, tutte le punte delle sue dita si toccano nello stesso istante, un movimento di polso verticale dal basso verso l&#8217;alto, italianissimo, mi comunica inequivocabilmente e in modo lapidario che, di lasciarmi il volante, non se ne parla. Occhei, la buttavo l\u00ec, era una battuta&#8230; Siamo concentrati, sazi, non abbiamo bisogno di riempire silenzi con stupide futilit\u00e0, stiamo bene anche a bocca chiusa io e Chri, guardiamo avanti, con lo sguardo cerchiamo legna, carbone e magari un sacco di mais a buon prezzo da portare a casa.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 consentita dalle condizioni del manto stradale varia tra i 60 e gli 80 km\/h al massimo. Un gruppo di persone riunite sul lato destro della strada catturano il fuoco delle nostre pupille. <em>&#8220;Si sono fatti male?&#8221;<\/em> chiede Christian mentre accosta, <em>&#8220;non saprei, vediamo se hanno bisogno di aiuto!&#8221;.<\/em> Lasciamo il motore acceso e ci dirigiamo verso il luogo dell&#8217;incidente. Tre ragazzi in moto con un sacco di mais da 50kg si sono ribaltati. La gomma anteriore \u00e8 esplosa per il peso eccessivo.<br \/>\nDue se la sono cavata con poco, chi stava alla guida \u00e8 invece malconcio.<\/p>\n<p><strong> L&#8217;aura del mio grande amico nero si manifesta anche in questa occasione.<\/strong><br \/>\nSar\u00e0 per la stazza, l&#8217;occhiale da ragioniere, il tono pacato, non me lo spiego ma Christian comincia a dare disposizioni sulla maniera di afferrare il ragazzo pi\u00f9 malmesso per metterlo a sedere sul battistrada. Tutti obbediscono senza fiatare. Servirebbe dell&#8217;acqua. Acqua&#8230; mi torna, vogliono l&#8217;acqua&#8230; hey io ho delle bottiglie!<br \/>\nMi giro di scatto e corro verso il veicolo, afferro il recipiente e torno indietro. Nelle tasche del mio gilet tintinnano le monete di resto del caff\u00e8. E&#8217; sempre la solita storia, sono il Nassara con le tasche piene e le cose preziose. Mi vergogno, non leggo astio negli occhi di chi mi circonda, anzi penso di intravedere rispetto. Forse la mia sincera preoccupazione per il ferito ha colpito i cuori degli spettatori, non saprei.<\/p>\n<p>Regalo la bottiglia, lo riaccompagneranno in ospedale con la moto, non chiedetemi in che maniera, non sta in piedi ma, a detta del mio autista, ce la far\u00e0 benissimo. Chi l&#8217;avrebbe mai pensato stamane che le dannate bottiglie si sarebbero rivelate tanto preziose? Ma si tratta di un caso limite. Provate a pensare se per sbaglio ci si fosse bucata la gomma nel mezzo della torrida savana, una cassa d&#8217;acqua in pi\u00f9 non avrebbe certo fatto male. Io per\u00f2 questo, appena sveglio, mica lo avevo considerato. <strong>Morale: la pigrizia a volte pu\u00f2 uccidere! Bada bene Valeryo, sei sotto tiro!<\/strong><\/p>\n<p>Un uomo ha beneficiato di una scelta oculata. Una questione semplice per me, tanto cruciale per qualcun altro. Le nostre azioni e decisioni, spesso condizionano, nostro malgrado, le esistenze altrui. Meglio non prendere sottogamba niente.<\/p>\n<p>Ansia.<br \/>\nLe sorprese non finiscono qui. Posto di blocco, 40 km all&#8217;arrivo. Il poliziotto chiede di mostrare i documenti &#8220;se ci va!&#8221;. Christian ribadisce:<em> &#8220;certo, \u00e8 il vostro lavoro, ci mancherebbe!&#8221;<\/em>\u00a0Come potete immaginare io vado sempre un po&#8217; in panico davanti alle autorit\u00e0 o alle belle donne. Mi incasino, stra parlo, non faccio certo belle figure.<br \/>\nLa guardia spulcia il mio passaporto, non trova il visto. Un suo collega attraversa la strada con un Kalashnikov in spalla. Apro bocca senza essere interrogato:<em> &#8220;il visto \u00e8 qui!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; segnato 8 ottobre 2020 ed \u00e8 valido per un anno, siamo nel 2021 \u00e8 scaduto.<br \/>\nQuesta la teoria dell&#8217;agente. Spiego che \u00e8 stato vidimato nell&#8217;ottobre 2020 e vale dal mio primo giorno in Africa ovvero a partire dal 17 dicembre. Allora possiamo andare. <em>&#8220;Valeryo un consiglio: quando la polizia ti ferma tu non dire mai nulla, resta in silenzio, <\/em><em>se ti domandano qualcosa rispondi, lascia che si incasinino da soli, non aiutarli, non dire nulla di superfluo, non scherzare mai su nulla, qualunque cosa <\/em><em>potrebbe essere usata contro di te per crearti problemi e domandarti dei soldi ingiustamente&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Le forze dell&#8217;ordine qui hanno questo compito, creare rogne dove non ci sono per intascarsi delle mazzette. Messaggio ricevuto forte e chiaro.<\/p>\n<p><strong>Proseguiamo verso il ponte che attraversa il fiume Benue che mette in comunicazione il paese con la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nigeria\">Nigeria<\/a>.<\/strong> Ho la mia action-cam tra le mani, con un gesto rapido Chri la copre. Superiamo un poliziotto di guardia. Come mai \u00e8 consigliabile non fare foto? Potrebbero inventarsi che \u00e8 illegale immortalare la qualunque per estorcerti denaro ma non solo. Il ponte in questione \u00e8 uno snodo fondamentale capace di mettere in comunicazione la regione nord con quella centro-meridionale, qualunque azione terroristica sospetta potrebbe mettere in allarme l&#8217;esercito in presidio per la salvaguardia della zona strategica.<\/p>\n<p>In pratica ho rischiato di passare per un presunto bombarolo bianco. Polizia uguale non respirare. E&#8217; facile, posso farcela.<br \/>\n<strong>Destinazione raggiunta.<\/strong><\/p>\n<p>Casa Cumse \u00e8 spaziale, ha un giradino curatissimo e pulito da cui spuntano piante di mango, di anacardi, mandarini, limoni e pompelmo.<br \/>\nIl salone di ingresso \u00e8 accogliente e arredato in stile afro. Una grande poltrona in corna di Zib\u00f9 e cuoio troneggia nell&#8217;angolo sinistro dello spazio.<br \/>\n<strong>Donna Marlis<\/strong> ci attende ospitale. Ha preso l&#8217;acqua dalla riserva per farci lavare. Christian mi saluta, rientra dai suoi per la doccia, ci vedremo per cena.<br \/>\nHo dimenticato la spugna a <strong>Marza<\/strong>. Mi sono alzato 3 ore prima dell&#8217;arrivo di Christian per rifare mentalmente l&#8217;inventario di tutto il necessario e sono riuscito a lasciarla appesa alla doccia. Che grande&#8230; pirla!<\/p>\n<p>Marlis me ne acquister\u00e0 una domani al mercato. Chiss\u00e0 perch\u00e9 ma ho come l&#8217;impressione che di giorno in giorno<br \/>\nmi accorger\u00f2 della mancanza di tanti altri piccoli oggetti fondamentali. Non cambier\u00f2 mai, ci rinuncio. Proprio appena sveglio stavo ascoltando, invece di pensare alle cose da portarmi, la discussione di un filosofo che parlava del delirio di onnipotenza derivante dal potere generatore delle donne le quali, essendo intelligenti e capaci, arrivano a volte a credere di poter mutare la natura maschile, la quale, per contro \u00e8 di pietra impossibile da modellare.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6797  alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?resize=306%2C408&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?resize=800%2C1067&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/WhatsApp-Image-2021-02-13-at-00.01.10.jpeg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/>Per farla breve: morir\u00f2 scemo.<br \/>\nDopo essermi &#8220;lavato&#8221; inizio a metabolizzare il concetto: sono giunto a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Garoua\"><strong>Garoua<\/strong><\/a>. Finalmente. Tanti, troppi i progetti che mi incuriosiscono e mi stimolano si parano all&#8217;orizzonte.<br \/>\nSto morendo di fame. Marlis mi taglia un pompelmo appena colto. Eccellente.<br \/>\nRubo una splendida camicia dall&#8217;armadio del Pres, in fondo chiuse ed impolverate sono sprecate, meglio fargli fare un giro.<br \/>\nChristian passa a prendermi alle 18.30. Ristorante &#8220;Marquise&#8221;. Pollo al sugo, riso bianco, un paio di birrozze a cranio. Sono vivoooooo! C&#8217;\u00e8 pure il wifi, posso aggiornare il software del telefono. Incredibile, mai avrei osato immaginare tanto.<\/p>\n<p>10.000 CFA in due. 7 euro a testa per nutrirsi come dei pasci\u00e0. <strong>Sar\u00f2 capace di ingrassare nel 4 mondo? Non lo so, ma accetto la sfida!<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una notte agitata dal fermento del viaggio, alle 7.15 penso bene di darmi una sistemata. Ho ancora qualcosa da mettere in valigia prima di dirmi pronto a partire. 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Mi piego su me stesso in direzione del secchio, allungo le mani, le affondo nel liquido gelido e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6798,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[103,68,67,99,101,73,104,65,66],"class_list":["post-4298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-travaler","tag-benue","tag-camerun","tag-fondazione-cumse","tag-garoua","tag-harmattan","tag-marza","tag-nigeria","tag-scu","tag-servizio-civile-universale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>12 febbraio - Viaggi dis-organizzati - Fondazione Cumse ETS<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"SCU - Valeryo Falcone, civilista di Fondazione Cumse, racconta la sua esperienza in modo leggero e divertente. 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