{"id":3636,"date":"2020-12-31T22:48:10","date_gmt":"2020-12-31T21:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/cumse.org\/?p=3636"},"modified":"2021-02-12T17:27:43","modified_gmt":"2021-02-12T16:27:43","slug":"tu-quoque-frigo-scu-in-camerun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cumse.org\/fr\/tu-quoque-frigo-scu-in-camerun\/","title":{"rendered":"31 dicembre &#8211; Tu quoque frigo"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo lasciati con me sulle scale della veranda che mi inebrio di aria fresca. Una scena troppo idilliaca per poter durare. Rientro in casa e succedono tre cose ,nel seguente ordine:<\/p>\n<p>-il frigo smette di funzionare definitivamente<\/p>\n<p>-suor Nicole mi avvisa che per il safari ci tocca rimandare al 8 gennaio<\/p>\n<p>-trovo un&#8217;altra blatta nel bagno<\/p>\n<p>Intanto il telefono sta per scaricarsi del tutto, l&#8217;alimentatore del pc non da segni di vita e la carne nel frigo \u00e8 sulla via della putrefazione.<br \/>\nSuor Nicole manda Delphin a ritirare ci\u00f2 che rimane della carnascia puzzolente. Pulisco il frigorifero alla bell&#8217;e meglio, dispero per una presa della corrente funzionante.<br \/>\nAh giusto, non c&#8217;\u00e8 acqua.<\/p>\n<p>Prima di coricarmi provo a rivitalizzare il trasformatore del portatile: \u00e8 vivo e vegeto. Mi quieto.<br \/>\nAl mattino il frigo ha ripreso magicamente la sua attivit\u00e0, ma tanto \u00e8 vuoto quindi&#8230; chissene. Dopo la dipartita della sera prima, non vi far\u00f2 mai pi\u00f9 affidamento.<br \/>\nNon ho bisogno di lui!\u00a0 Insomma con la corrente da ieri a oggi \u00e8 saltato proprio tutto, anche la mia gita.<\/p>\n<p>Il PIANO cambia in questo modo: colazione e pranzo alla grande casa di <strong>Yves Pluemy<\/strong> con Godyene, Nicole, Soumaya e Gabriel. La quiete mattutina e l&#8217;ottimo cibo mi rimettono il buon umore. Quando Nicole estrae dal<br \/>\ndal cilindro una birra &#8220;Isenbeck&#8221;, per ora la mia preferita tra quelle camerunensi, bella fresca, torno ad essere quello di sempre.<\/p>\n<p>Sulla strada di casa ci imbattiamo in <strong>Giulia<\/strong> (una cooperante internazionale che dirige un proprio centro qui a Marza), non solo \u00e8 ospitale e gentile, ma sta anche costruendo un campo da BASKET! Manca la chitarra e sono in paradiso. Dice che in questo modo la zona verr\u00e0 rivalutata, diminuendo anche il tasso di aggressioni durante<br \/>\nil giorno. <em>&#8220;Certo, capisco!<\/em>&#8221; replico <em>&#8220;No scusa, aggressioni? Non credo di aver capito bene&#8221;<\/em>, Giulia mi spiega che normalmente la strada sulla quale ci troviamo \u00e8 piuttosto deserta e, proprio per questo, a volte capita che i ragazzi in moto disturbino e borseggino i passanti, specialmente non accompagnati. Chi vuole soldi, chi il telefono. Furtarelli, niente di che.<\/p>\n<p><em>&#8220;Quanto ci vorr\u00e0 a finire la costruzione?&#8221;<\/em>\u00a0Non che io abbia cos\u00ec bisogno di sport ma, in tutta la mia codardia,<br \/>\nla diminuzione degli assalti mi sta a cuore. Un paio di settimane ancora e potr\u00f2 finalmente tornare a dormire, stando alle dichiarazioni della caposquadra non ci vorr\u00e0 molto di pi\u00f9. Ci salutiamo con l&#8217;intesa di rivedersi tra una settimana, mi aspetta un mezzo tour di <strong>Marza<\/strong>.<\/p>\n<p>Rientrato trovo i ragazzi tutti presi dal gioco.<br \/>\nBrenda, Nicol\u00e0, Yves, Num, Dudu, Benedicte. Tutti l\u00ec a lanciarsi addosso dei piccoli limoncini verdi caduti dagli alberi circostanti.<br \/>\nMi fermo con loro. Ci sar\u00e0 MESSA sta sera mi dicono, ci andiamo? Non rifiuterei mai, non se si tratta dei bimbi sperduti.<\/p>\n<p>Ritrovo previsto per le 17. Sul piazzale del salone incontro <strong>Gede\u00f2<\/strong> (uno dei compari di Marcelin con cui a Natale ho bevuto le birrette).<br \/>\nMi sussurra che vuole in segreto mostrarmi una cosa. Mi prega di seguirlo con la clausola di non poter rivelare a nessuno il contenuto del nostro incontro.<br \/>\nSappiate dunque che mi fido della vostra discrezione pi\u00f9 che della mia. Mollo a malincuore il caro Nicol\u00e0 e mi avvio con Gede\u00f2. Mi conduce su un sentiero parallelo<br \/>\na quello che si prende per raggiungere la grande croce sul promontorio. Comincio a farmi i film. Tra me e me mi chiedo se conosca le conseguenze a cui si pu\u00f2 andare incontro per il rapimento di un rappresentante del governo italiano all&#8217;estero.<\/p>\n<p>La strada si fa sempre pi\u00f9 isolata, non mi sento tranquillo e in pi\u00f9 si sta facendo buio. Dovesse succedermi qualcosa in questa sterpaglia non mi troverebbe pi\u00f9 nessuno. Dovrei aver timore? Lo squadro mentre mi da le spalle.<br \/>\nSar\u00e0 20 chili di meno e anche una decina di centimetri pi\u00f9 basso di me. Dovrei poterlo gestire. Ho la borraccia di latta da 1 litro, gliela tiro in testa nel caso.<\/p>\n<p>Mentre penso a come liquidarlo in caso di aggressione tentando di fare mente locale sulle poche mosse di Karat\u00e8 apprese nel mio unico anno di arti marziali, dietro di me sento la voce di un suo amico (da lui chiamato poco prima) che si affanna per raggiungerci. Anche lui \u00e8 uno dei privilegiati autorizzati ad assistere al segreto di Gede\u00f2. Non me la bevo. Dovr\u00f2 essere rapido, in un due contro uno posso ancora cavarmela ma non devo sottovalutare gli avversari.<br \/>\nIn ogni caso da portatore di pace non mi piacerebbe farmi dei nemici proprio sul luogo della missione.<\/p>\n<p>Gede\u00f2 si infila dietro all&#8217;angolo di una casa, tra l&#8217;erba alta. E&#8217; giunta la mia ora? No. Gede\u00f2 vuole solo mostrarmi le statue che sta realizzando. Ama l&#8217;arte e ogni volta che ha qualche commissione, dopo il lavoro si precipita a preparare il materiale per poter scolpire. Al momento sta lavorando a una miniatura alta circa un metro di Monsignor Yves Plumey intento a dialogare con la madonna, tra i due si frappone un bambino. Steso per terra invece, ancora fresco, giace il calco di Simeone, personaggio che Gede\u00f2 intende aggiungere alla momentanea trinit\u00e0.<\/p>\n<p>Stretta di mano, \u00e8 un grande. I suoi lavori son FANTASTICI, \u00e8 un onore per me avere il privilegio di poter vedere l&#8217;anteprima in via esclusiva. La sua fiducia \u00e8 ben riposta, non dir\u00f2 nulla a nessuno&#8230; TECNICAMENTE<br \/>\nnon ho promesso di non scriverlo a nessuno, ma solo di non dirlo, quindi sono in regola.<\/p>\n<p>Recupero Nicol\u00e0, sono ormai le 18.30.<br \/>\nUdite, Udite <strong>padre Alois<\/strong> sta male. Mi sento tremendamente in colpa, temo che i miei ultimi rapporti sui suoi sermoni gli abbiano provocato dei prematuri malanni.<br \/>\nSono una bestia orribile. La vendetta non tarda ad arrivare. Il prete sostituto dovrebbe palesarsi per le 18.<\/p>\n<p>Alle 18 meno 10 chiedo l&#8217;ora della MESSA. Nessuno lo sa. L&#8217;unica risposta che ricevo \u00e8: il sostituto \u00e8 in ritardo la messa inizier\u00e0 tra le 18 e le 19 circa. AH. Un intervallo d&#8217;attesa ristretto. OCCHEI.<\/p>\n<p>Alle 19 io, Brenda e Nicol\u00e0 entriamo nel salone. Due ceri troneggiano imperanti sull&#8217;altare, nel mezzo un&#8217;ostia. Padre Alois \u00e8 stato sostituito da un sottile e inconsistente pezzo di pane. L\u00ec per l\u00ec non trovo alcuna differenza. Ad un certo punto ci si inginocchia tutti di botto.<br \/>\nNon si capisce sulla base di cosa, ma le persone si raccolgono all&#8217;unisono in preghiera. Non posso credere a quello che sto pensando: mi manca il logorroico prete.<\/p>\n<p>Voglio dire per lo meno quando uno parla, anche troppo lungamente, prima o poi si sa che dovr\u00e0 terminare il discorso.<br \/>\nUn&#8217;ostia non ha esigenze biologiche di sorta. Non ha bisogno di ossigeno, non si stanca mai. Come decifrare il momento giusto per potersi rimettere in posizione eretta?<br \/>\nAlcuni pian piano tornano seduti, io la prendo come una sfida personale e cos\u00ec, essendo un ragazzo maturo e non competitivo, comincio a fissare quella che mi sembra la tipa pi\u00f9 concentrata. Via via tutti cominciano a sedersi, in ginocchio solo i pochi eletti. Gli araldi del sacro verbo e un pirla, il sottoscritto.<\/p>\n<p>Mi fa male tutto ma non posso fare il debole. Sono arrivato terzo, deduco che la preparazione atletica di padre Alois inizi gi\u00e0 a dare i suoi frutti. Sar\u00f2 stato in ginocchio per pi\u00f9 di trenta minuti prima di potermi dire soddisfatto. Nicol\u00e0, sempre al mio fianco, dorme sulla sediolina in plastica. Forse non \u00e8 il povero prete ad essere soporifero, forse \u00e8 proprio il locale a recare in se un qualche esotico sortilegio.<\/p>\n<p>Il silenzio della sera \u00e8 interrotto soltanto dal canto dei grilli e delle cicale.<br \/>\nSono seduto all&#8217;altezza della porta laterale (ho voluto provare il brivido di cambiare posto) il leggero venticello notturno mi massaggia il collo.<br \/>\nRipenso ai miei precedenti veglioni di fine anno. Ho sempre sofferto di ansia da prestazione da 1 gennaio. Sono uno di quelli che, finch\u00e9 ne ha avuto l&#8217;occasione, ha infranto la propria normalit\u00e0 durante le notti del 31 in cerca di avventure.<\/p>\n<p>Basti pensare che l&#8217;anno scorso ho passato una splendida mezzanotte a Napoli, dove,<br \/>\nquando non esagerano, oltre ai botti fanno eruttare anche il Vesuvio. La dinamica in cui mi trovo ora \u00e8 diametralmente opposta. Posso letteralmente affermare che per me \u00e8 tutto o bianco o nero, oggi si va di nero.<\/p>\n<p>Tuttavia questa tranquillit\u00e0 mi va a genio. Non per fare la volpe che non arriva all&#8217;uva ma, forse persino quelli come me invecchiano.<br \/>\nHo vissuto una giornata senza programmi, senza fretta, facendo poche cose avendo tutto il tempo del mondo a mia disposizione.<br \/>\nNon sono neanche le 21, ma comincio a sbadigliare, di sicuro padre Alois dalla distanza ci infonde delle vibrazioni, inoltre Nicol\u00e0 che ronfa ha il suo peso in questa faccenda.<\/p>\n<p>Il canto finale super percussivo ci riporta in vita. Tutti si scambiano gli auguri di buon anno.<br \/>\nCi incamminiamo sotto la LUNA piena urlando <em>&#8220;Bonne Ann\u00e9e!&#8221;<\/em> a squarciagola. A poche decine di metri da casa qualcuno ha appiccato un grande fal\u00f2 per la festa.<\/p>\n<p>Apro la porta serenamente, sembra che quest&#8217;anno dopo tutto si sia finalmente deciso a passare.<\/p>\n<p>Ma quando mai!<br \/>\nIn cucina il rubinetto dell&#8217;acqua mi gioca un brutto tiro. Ieri avr\u00f2 dimenticato di chiuderlo dopo aver controllato la presenza di acqua corrente.<br \/>\nPensando di trovare un ladro intento a farsi una tisana faccio un mezzo salto indietro. Niente di grave. La mi attenzione viene attratta da un&#8217;oggetto estraneo non identificato. Avvisto una specie di mucchietto di sassi marrone, come un agglomerato di piccole cacchette, proprio all&#8217;altezza del lavandino.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4117 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=168%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=168%2C300&amp;ssl=1 168w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=800%2C1425&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=575%2C1024&amp;ssl=1 575w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=768%2C1368&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?resize=862%2C1536&amp;ssl=1 862w, https:\/\/i0.wp.com\/cumse.org\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/WhatsApp-Image-2021-01-01-at-21.25.21.jpeg?w=898&amp;ssl=1 898w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/p>\n<p>Delle forbicine e delle formiche scorrazzano sul pianale della cucina. Afferro l&#8217;insetticida e faccio un devasto.<br \/>\nSono stanco, passer\u00e0 mai sto 2020? Devo ancora spazzolare i fagioli rimasti da ieri, non saranno lenticchie e cotechino, ma spero siano di buon auspicio un po&#8217; per tutti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 acqua, mi piacerebbe fare una bella doccia. Entro in bagno e chi ti vedo? L&#8217;ennesima BLATTA gigante, agonizzante a causa dello spray repellente spruzzato proprio la sera prima. Sferro il colpo finale con la mia collaudata infradito.<\/p>\n<p>Quante carte nefaste avr\u00e0 ancora nel mazzo questo 31 gennaio? Gli conviene giocarsele in fretta perch\u00e9 da domani si cambia music&#8230; Meglio se sto zitto!<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo lasciati con me sulle scale della veranda che mi inebrio di aria fresca. Una scena troppo idilliaca per poter durare. 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